Tema Centrale

GENERAZIONE ITSO

INABILITY TO SWITCH OFF

A distanza di anni la realtà in cui viviamo ha subito trasformazioni radicali che vanno ricercate proprio in questo processo incessante di evoluzione digitale. Per comprendere meglio i principali cambiamenti socio-culturali, è importante introdurre il concetto di società liquida di Baumiana memoria. Secondo zygmunt Bauman, infatti, la società occidentale è passata a uno stato di liquidità, o post-modernità, nel mo-mento in cui le esperienze che gli uomini vivono, e le azioni che compiono, hanno iniziato a modificarsi così rapidamente da non avere il tempo di consolidarsi in abitudini. Il concetto di liquidità infatti ci richiama alla mente qualcosa che scorre, che cola, che filtra, e che sembra rappresentare al meglio l’attuale condizione dell’uomo post-moderno. All’interno di questa nuova condizione l’era digitale ha rivoluzionato la comunicazione, trasformando radicalmente il concetto di scambio tra le persone. In questo modo, con la tecno-liquidità (e quindi la congiunzione di questi due fenomeni) si sono venute a modificare due componenti fondanti dell’organizzazione dell’individuo: la cultura di riferimento ed il vissuto esperienziale e percettivo. Per il popolo del web oggi è più facile “rinascere” abbandonando rapida-mente ciò che eravamo prima, scartando di noi ciò che era in-desiderato, e acquisire un’identità diversa e più attraente.Identità virtuali, rapidissimi cambi di status, ritocchi estetici come la chirurgia o i dimagrimenti lampo sono solo alcuni dei mezzi attualmente utilizzati per reincarnarsi in una persona completamente diversa rispetto a quella che eravamo ieri. L’uso dei social network per tentare di abbattere ogni limite, moltiplicando le “amicizie”, ma oltre un certo numero si può supporre che si tratti solo di voyeur che scrutano l’altrui vita quotidiana. Ad esempio Facebook si è distinto di molto da ogni altra moda passeggera legata a Internet, e ha schiacciato tutti i record di crescita del numero degli utenti regolari. Altrettanto si può dire per il suo valore commerciale, che secondo Le Monde del 24 febbraio scorso ha ormai raggiunto la cifra straordinaria di 50 miliardi di dollari.

Il numero degli “utenti attivi” di Facebook ha superato la boa del mezzo miliardo: alcuni di essi, più attivi di altri, ma ogni giorno va on line almeno la metà di tutti i suoi utenti attivi. La proprietà informa che l’utente medio ha 130amici, e gli utenti vi passano nell’insieme più di 700 miliardi di minuti al mese. Se questa cifra astronomica è troppo grande da assimilare, sarà bene far notare che, se divisa in parti uguali fra tutti gli utenti attivi di Facebook, coinciderebbe a circa 48 minuti al giorno per ciascuno. In alternanza, potrebbe corrispondere a un totale di 16 milioni di persone che trascorrono suFacebook sette giorni a settimana, 24 ore al giorno. Si tratta di un successo singolare secondo ogni criterio di giudizio. Bauman parte dalla differenza tra comunità e rete e colloca l’uso di Facebook nel concetto di rete. Spiega che ciò che si è comperato è una rete, non una comunità. E le due cose,come si scoprirà prima o poi (a condizione, naturalmente, di non dimenticare, o non mancare di imparare, che cosa sia la”comunità”, occupati come si è a crearsi reti per poi disfarle), si somigliano quanto il gesso e il formaggio. Fare parte di una comunità rappresenta una condizione molto più riparata e affidabile, benché indubbiamente più delimitante e più vincolante,che avere una rete. La comunità è qualcosa che ci osserva da vicino e ci lascia poco spazio di movimento: può esiliarci, ma non ammette dimissioni volontarie. Invece la rete può essere poco o per nulla interessata alla nostra ubbidienza alle sue norme (sempre che una rete abbia norme alle quali uniformarsi, il che assai spesso non è), e quindi ci lascia molto più a nostro agio e soprattutto non ci castiga se decidiamo di lasciarla.Però sulla comunità si può contare come su un amico vero,quello che si riconosce nel momento del bisogno. Potremmo dire che nell’epoca del web la relazione più diffusa ed efficace sia divenuta la connessione che ha molte caratteristiche proprie dell’era digitale: è liquida, fluida, provvisoria, ambigua e consente forme narcisistiche di espressione di sé. I legami stabili rallenterebbero inevitabilmente i tempi di vita, privando l’individuo delle molteplici opportunità socio-affettive che sembrano affacciarsi continuamente per poi dissolversi con la stessa rapidità. L’introspezione è un’attività che sta scomparendo. Sempre più persone, quando si trovano a fronteggiare momenti di solitudine nella propria auto, per strada o alla cassa del supermercato, in-vece di raccogliere i pensieri controllano se ci sono messaggi sul cellulare per avere qualche brandello di evidenza che dimostri loro che qualcuno, da qualche parte, forse li vuole o ha bi-sogno di loro. Una modalità di apprendimento virtuale, una quasi totale digitalizzazione delle informazioni, sempre disponibili, giorno e notte, tempi di vita rapidissimi, relazioni tecno-mediate, liquide, fondate sull’ambiguità dei ruoli, sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano la generazione ITSO (Inability To Switch Off).

By Giovanna Repossi

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