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La donna in un calice di vino

Intraprendenza, determinazione e lungimiranza. Quando si parla di una donna gli aggettivi che la definiscono caratterialmente sono questi. Tanto è ambiziosa quanto ha la capacità di risolvere quesiti sorprendendo anche il manager più affermato. Mi sono chiesta: “Perchè se siamo tutto questo, quando entriamo nell’argomento vino, sono ancora vivi certi stereotipi?

Moltissime aziende vinicole sono gestite da donne, cosa che nel passato non era minimamente contemplata. Avrà quindi un peso la presenza femminile in questo settore, oggi?

Quello di cui sono certa è che parlare di “vino da donne”, leggero, acquoso e poco strutturato, è davvero out. Può essere che una donna non scelga la bottiglia più costosa solo perchè è uno status symbol, opterà piuttosto per la bottiglia che ha una storia alle spalle, che racconti un territorio e penserà più al coinvolgimento emotivo dei suoi ospiti, che quello prettamente economico della bottiglia.

Sicuramente si farà guidare dalla curiosità e amerà cambiare cantina ed etichetta, ma non sarà mai banale e lo stereotipo duro a morire è che se a scegliere un vino in un ristorante è lei e non lui, la si guarderà con sospetto.

Il palato femminile non è indisposto all’assaggio di un vino strutturato, è solo una questione di educazione. Mi piace pensare che la donna abbini il suo vino all’atmosfera che sta vivendo, all’ambiente e si sappia adattare, senza per forza risultare inesperta.

Per questo motivo dedichiamo alla nostra lettrice un Vaio Armaron, un Amarone Classico del 2012 della cantina Serego Alighieri.

E di storia qui ne ha da raccontare mentre apre la bottiglia e versa ai suoi commensali un calice di questo nettare.

Dal 1353 i conti Serego Alighieri, discendenti del poeta Dante, coltivano la vite in Valpolicella. Da questo antico vigneto, Vaio Armaron, sembra derivi proprio il nome Amarone, curiosità che a una donna non può sfuggire.

Di per sè é un vino da conversazione, molto complesso e pieno di forza come la donna é nel suo temperamento.

Sarà in grado di descrivere il colore rosso rubino intenso, quasi impenetrabile, come lei. L’aroma intenso, pregno di frutta rossa sotto spirito, prugne secche e cacao. Lungo ed intenso il finale di ciliegie mature e spezie dolci.

Nel mentre narrerà la storia di questa tenuta adagiata sulle colline del Valpolicella che fu acquistata da Pietro Alighieri, figlio di Dante, nel lontano 1353. Nella dimora risiedono attualmente i discendenti del Sommo Poeta giunti alla ventunesima generazione. Inviterà i suoi ospiti in visita alla cantina e omaggerà ognuno con una bottiglia del vino assaporato durante la serata.

Quello che non dimenticherà è concludere con una terzina della Divina Commedia

E, perché meno ammiri la parola,

guarda il calor del sol che si fa vino,

giunto a l’omor che da la vita cola.

Dante Alighieri

Divina Commedia – Purgatorio, Canto XXV

By Stefania Zilio

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