Livestyle&Gourmet

A cena da Armani

Un edificio che porta la firma di Giorgio Armani, progettato in stile ‘razionalista’ da Enrico A. Griffini nel ‘37, nel cuore del Quadrilatero della moda. Un’innovativa concezione di ospitalità che traccia nuove vie per un soggiorno indimenticabile “Stay with Armani”, che trascende in un’esperienza intimista, grazie al Lifestyle Manager a disposizione degli ospiti per tutta la durata del soggiorno anticipandone i desideri e le esigenze.Al settimo piano dell’edificio 95 lussuose camere e suite nelle quali il pensiero e l’estetica di Giorgio Armani ricorre in ogni prezioso elemento d’arredo e in ogni dettaglio mentre un avveniristico iPad multifunzionale consente all’ospite di regolare tutti i servizi connessi alla camera. All’ultimo piano dell’Hotel 1.000 metri quadrati di SPA,con vista panoramica sulla città, dove scegliere di rilassarsi con bagni di vapore, saune, relaxation pool, oltre a trattamenti individuali, couple suite, fitness personalizzati, oppure decidere per la gym con la moderna Kinesis Wall, attrezzature modulari per attività cardio, di resistenza e personal trainer o ancora scegliendo di allenarsi con il simulatore di golf. Altrettanto di livello l’offerta ristorativa con l’Armani Bamboo Bar e il Ristorante Armani che grazie al carisma dello chef Francesco Mascheroni si pone tra i primissimi posti dove cenare in città. A suo agio sia con una clientela inter-nazionale che con l’esigente platea gourmet, lo chef originario diVarese è arrivato all’Armani nel 2016, affiancando per due anni Filippo Gozzoli, prima di essere confermato executive chef nella primavera 2018. Un riconoscimento alla sua professionalità e al lavoro fatto, che nobilita un percorso professionale già ricco, con esperienze all’Hotel Eden e all’Hotel Royal di Crans – Montana inSvizzera, all’Harry’s Bar di Montecarlo, al Ristorante Place Venome, a La cantina di Manuela a Saronno, agli Orti di Leonardo aMilano, fino al 2015, quando approda al ristorante “zafferano e riso alla milanese” di EXPO Milano, accanto allo Chef Davide Oldani, per poi insediarsi al Ristorante Armani.

Una passione per la cucina alimentata da ricerca, confronto e buone letture, che lo ha portato a diventare collezionista di libri di cucina acquistati in tutto il mondo e si riverbera in una cucina che è un affresco botticelliano della tradizione regionale italiana, ricco di rimandi ai grandi piatti che l’hanno resa famosa nel mondo, dove tecnica e creatività possono esprimersi e correre a briglia sciolta in favore di leggerezza ed estetica pur preservando grande concentrazione e intensità. Si cena con una spettacolare vista sui tetti di Milano, accuditi dalle premurose attenzioni del mai tre sommelier Dennis Cereda, allievo del grande Giuseppe Vaccarini, sommelier campione del mondo1978, che porge la corposa carta dei vini con 560 etichette, una pingue sezione dedicata ai vini al calice e alle bollicine italiane e consiglia gli abbinamenti più adeguati a seconda dei piatti scelti.

Due i menu degustazione, uno dedicato al mondo e l’altro alla tradizione, che cambiano quattro volte all’anno, la mise en place è informale senza tovaglie ne runner e il servizio accurato e cordiale.

Si comincia con gli starter dedicati a Tokyo, New York, Dubai, Milano, città dove sono sorti gli Armani Restaurant, con la chips di alga wakame, maionese, ostrica, salicornia; tacos di mais e crema all’avocado; falafel di ceci e piselli, babaganoush, gelatina al peperone rosso; macaron al Campari con cioccolato bianco; poi l’ottimo gambero rosso di Mazzara del Vallo (signature dello chef), con carota, zenzero, frutto della passione, burro tiepido, di grande persistenza e note iodate e acide dominanti. L’asparago bianco grigliato,con crema di piselli, salsa olandese, anguilla affumicata con il suo brodetto, note dolci ed erbacee di verbena e il fumè che riporta alle grigliate in famiglia. Il riso di Podere San Massimo, con ragù di rane, crescione, cialda all’olio e lime, dalla cottura perfetta, con note vegetali balsamiche, di grande golosità e piacevolezza. I Ravioli alle lumache, fondo di vitello, briciole di pane, spuma di prezzemolo,succulenti e ferrosi. La Ventresca di tonno grigliata, mostarda giapponese, yuzu, cetrioli, rapanelli, nasturzio, crema di porri e mela, di grande appagamento e struttura, con le note acide e dolci che si rincorrono. Per concludere con la sontuosa zuppetta, una meringa con infuso di passion fruit e cardamomo a cui si uniscono felicemente gli imperdibili petit four.

www.armanihotelmilano.com

By Luca Bonacini

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