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I loro listini si sono nel tempo ampliati, la tecnologia ed il design hanno fatto passi da gigante, eppure i loro cavalli di battaglia, nell’immaginario collettivo, hanno linee semplici, essenziali, classiche: sono quei modelli eredi rispettivamente della famiglia “CJ” e della famiglia “Series”. 

Profili inconfondibili, ai quali ogni bambino istintivamente si rifà, quando vuole disegnare un fuoristrada. 

Profili entrati nella quotidianità di tutti, anche di chi un fuoristrada non l’ha mai posseduto. 

Qui possiamo ammirare una Jeep Wrangler TJ Rubicon, massima evoluzione delle Wrangler derivate appunto dalla famiglia “CJ” ed una Land Rover 90 Soft Top, prima erede delle 3 generazioni “Series” e capostipite dell’iconica saga “Defender”. 

Entrambe in allestimenti molto rari in Italia, infatti quello Rubicon, della TJ, risulta essere stato prodotto in pochissimi esemplari e quello Soft Top, della 90, a suo tempo è stato ordinato da poche persone, forse perché la maggior parte dei clienti la preferiva in versione chiusa, probabilmente perché ancora la si acquistava come mezzo da campagna e da lavoro e la capote rigida permetteva di trasportare carichi più impegnativi. 

E oggi, dopo tanti anni? 

Oggi sono il punto di riferimento per gli estimatori dei due marchi e di offroad in generale, così come degli appassionati di veicoli d’epoca e youngtimer.

Le possiamo ammirare perfettamente conservate o restaurate, in configurazione di serie, oppure preparate per affrontare i sentieri più impegnativi (sul mercato esiste per loro ogni tipo di preparazione: meccanica, tecnica o anche solo estetica).

Però sempre più spesso le possiamo incontrare al di fuori di quello che era il loro habitat originale e così non ci meraviglia ormai vedere una Wrangler sul lungomare (alzi la mano chi non ha subito avuto un flash con le immagini di una spiaggia in stile Baywatch ed una Jeep che, scoperta, corre sulla sabbia) o una Defender lungo le strade del Quadrilatero della Moda.

Tutto questo, nonostante non possano ovviamente offrire comfort e prestazioni di auto di ben più recente progettazione…ma si sa, spesso, ciò che ci affascina ed appaga il nostro piacere ci fa mettere da parte la razionalità. 

I due esemplari

fotografati, gentilmente messi a disposizione da Rismauto (punto di riferimento toscano, da 50 anni, per appassionati di fuoristrada e non) sono quanto di meglio si possa ammirare nel loro ambito. La Jeep risulta appunto rara come allestimento e sapientemente rifinita con pochi ritocchi, visto che la sua dotazione tecnica risulta di prim’ordine già di serie, nell’allestimento Rubicon.

La Land Rover si presenta in configurazione originale ed è stata oggetto di un restauro conservativo, che ha ridonato lucentezza al suo bel colore e le ha regalato una nuova capote. Se sul lato estetico la partita finisce praticamente in parità, su quello prestazionale il divario, nel nostro confronto, risulta invece marcato. Complici gli anni di produzione e le motorizzazioni radicalmente diverse è ovvio che Wrangler abbia la meglio, forte del suo 6 cilindri in linea, benzina, di 4 litri di cilindrata. Accelerazione a livello di una berlina molto brillante, ripresa sempre corposa (grazie anche al cambio automatico) e cavalli sempre pronti ad essere erogati, così da togliersi di impaccio anche nei passaggi fuoristradistici più impegnativi e permettere, al contempo, di scattare in mezzo al traffico. Totalmente diverso l’approccio invece richiesto dalla 90, con la quale i trasferimenti stradali devono essere impostati sulla regolarità, senza puntare a medie elevate, non permesse dal suo 4 cilindri diesel, aspirato. Quando i pneumatici invece lasciano l’asfalto, le differenze prestazionali tendono ad appianarsi e la cavalleria nettamente inferiore soffre di meno, grazie alla mobilità donata dalle sospensioni ed all’agilità generale del mezzo. 

Alla fine però queste differenze così marcate, sulla carta, non hanno mai fatto realmente prevalere una sull’altra fra gli appassionati, come testimoniato dalla grande richiesta sul mercato dell’usato, per entrambe e dalle quotazioni degli ultimi anni. 

In entrambi i casi non possiamo comunque parlare di veicoli per tutti, soprattutto per un uso quotidiano, per quanto siano stati precursori del concetto di auto multiuso, poiché, come abbiamo già detto, pongono dei vincoli. Si tratta appunto di auto con limitazioni nell’agilità, nel comfort e nell’economia d’uso… ma, in fondo in fondo, hanno anche dei difetti. 

By Gianluca Torini • Photo by Ferruccio Casoni • Model Giusy Picariello

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